Friday, January 25, 2008

American Gangster


"Russel Crowe lontano da Insider, Denzel Washington lontanissimo da Training Day, Ridley Scott lontano da tutto. Senza loro tre di queso film non staremmo nemmeno parlando, perchè è soltanto un normale film poliziesco, con qualche ghirlanda in più."

Questa la mia sintetica recensione su Trovacinema, (portale cinematografico di Repubblica) sbrigativa anche perchè trascinata dal disappunto di aver visto disattese le mie grandi aspettative su questo film, che aveva le carte in regola per diventare una pietra miliare e invece va a depositarsi nella catasta delle opere incmpiute di Ridley Scott assieme a Legend, G.I. Jane, Hannibal, Kingdom of Heaven, A Good Year. Intendiamoci, con questo non voglio dire che questi ultimi siano tutti brutti film, tutt'altro, dico semplicemente che hanno tradito le aspettative delllo spettatore. Quando dici Ridley Scott pensi ad un grande, ad un fenomeno poliedrico che ha saputo tingere di epica e sensualità capolavori dark come Alien, ha acceso il fenomeno cyberpunk con Blade Runner, ha fatto commuovere tutti con Thelma e Louise e ci ha fatto riempire d'orgoglio con l'epos de Il Gladiatore. Ogni tanto però sembra pensare che siccome la storia da raccontare è troppo buona, allora gli sia concesso impegnarsi meno per compensare. Quando Scott ha in mano storie popolari, di facile comprensione e sicuro impatto sul pubblico svolge il compitino, forse per la paura di sbagliare, e finisce per innescare il pilota automatico, dedicando il minimo sforzo.

Veniamo adesso ad American Gangster. Trovo inutile soffermarmi sugli elogi alla fotografia, al ritmo ed alle prestazione degli attori, perchè ovviamente è tutto ineccepibile. Ma veramente di ordinaria amministrazione per una squadra del genere. Il problema sta proprio qui: non c'è lo straccio di un'idea degna di tal nome. Tutto scorre nella maniera più ordinaria e prevedibile possibile. Personalmente ho trovato soltanto due sequenze memorabili: l'assassinio a sangue freddo, sul marciapiede affollato, da parte di Frank Lucas (l'unica volta in cui è davvero cattivo) e la serata all'incontro di boxe (che ricorda parecchio Snake Eyes), dove confluiscono tutti i personaggi della vicenda e dove Scott riesce a metterne in scena relazioni e gerarchie in modo rapido, sottile, efficace ed altamente scenico. Belle ma scontate le sequenze "di strada". musicate magistralmente con adattamenti dei splendidi blues dell'epoca.
Quello che invece ho trovato grottesco è lo spirito con cui è stato trattato il contraltare del successo di Frank lucas, ovvero la piaga dell'eroina nelle comunità nere di NYC. Tutto il film è incentrato sulla scalata di Frank, disposto a tutto pur di assumere il controllo della città, che diffonde cinicamente la sua Blue Magic per le strade, infischiandosene dei suoi beneamati "fratelli neri". La favola di potere, a cui ormai ci eravamo abituati, si interrompe quando, durante la preghiera del pranzo del ringraziamento, scorrono in parallelo immgaini delle morti causate dall'avidità che ha portato i grassi tacchini sulla tavola dei Frank. Quasi per mettere a posto la coscienza, Scott appiccica questa cacofonica appendice che declassa definitivamente il film, privandolo dell'integrità morale e narrativa. Se avete visto quel capolavoro che è Blow, capirete a cosa mi riferisco: George Jung è un vero gangster, non ha rimorsi e paga con la sua stessa pelle le coseguenze delle sue azioni. Blow è scanzonato, a suo modo originale, cosi come lo erano stati The Departed, Donnie Brasco e Quei Bravi Ragazzi prima di lui. L'unico personaggio veramente riuscito è il detective corrotto Trupo, uno splendido e viscido Josh Brolin.
Aspettando trepidanti Nottingham (2009), rivisitazione dark del classico Robin Hood, rimandiamo Ridley Scott causa insicurezza, incoerenza morale e poca voglia di stupire.

1 commenti:

andre said...

cmq secondo me a parte i discorsi profondi che si possono fare è un bel film che raggiunge il suo scopo di intrattenimento e che ti prende dal inizio alla fine.
Io gli do 8 sejnza mezzi termini .
é un gran Bel film